Il passaggio della bandiera

La bandiera della corporazione del Salumiere
Trascorso il periodo estivo, a partire dalla fine di settembre, su richiesta del nuovo maestro, previo accordo con il vecchio, avviene il passaggio della “bandiera”.
Si prendono, quindi, contatti e si stabilisce la data della consegna. Arrivato il giorno stabilito, nelle prime ore dell’alba l’avvenimento viene annunziato alla cittadinanza con alcuni colpi di mortai in aria. La mattina stessa, o il più delle volte il pomeriggio, il nuovo comitato insieme alla banda musicale si porta in corteo presso l’abitazione del vecchio maestro il quale tiene custodita devotamente la bandiera. Giunto il corteo a casa del vecchio maestro si offre un rinfresco, si fanno le congratulazioni e le raccomandazioni d’obbligo per la festa che dovrà essere più bella di quella dell’anno precedente. Terminato il ricevimento escono tutti insieme in corteo e così amici e parenti dell’uno e dell’altro maestro sfilano per le vie della città.
Il corteo si dispone nel modo seguente: in prima fila c’è il vecchio maestro che sorregge la bandiera, mentre ai lati vanno i futuri maestri di festa, seguono i componenti del comitato e man mano tutti gli altri invitati. Spesso si usa portare tra le mani fiori e ceri votivi.
Si gira per gli antichi rioni di Nola e tra gli spari di batterie e i battimani dei cittadini si giunge presso la Cattedrale. All’interno di essa, dove si trova la Cappella di San Paolino: il vecchio maestro di festa consegna il vessillo al nuovo. Quindi si esce e si riforma il corteo che partendo dalla cattedrale continua a sfilare per le vie della città, ma questa volta sarà il nuovo maestro a portare la “bandiera della corporazione”.
Il giro per la città si completa portando presso la Villa Comunale, dov’è situato un tempietto con la statua di San Felice, un bel fascio di fiori in omaggio del santo Patrono. Infine si arriva all’abitazione del nuovo maestro dove viene deposta la bandiera.
bibliografia:
La festa dei gigli, di Leonardo Avella edito da “LER – Napoli Roma”
