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L'organizzazione e la questua |
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I preparativi per la festa cominciano non appena i novelli maestri di festa hanno avuto la soddisfazione di accaparrarsi il giglio. La prima cosa che essi fanno è quella di contrattare la paranza e la musica.
Successivamente si procede alla scelta del mastro costruttore dell’obelisco. Il costruttore prescelto, una volta interpellato, presenta alcuni bozzetti al comitato. Fatta la scelta del bozzetto viene stipulato un contratto e dato un acconto.
Durante il periodo che va da settembre a primavera gli organizzatori s'incontrano, parlano della loro festa e fanno la scelta del poeta, cioè di colui che dovrà comporre le canzonette d'occasione, nei cui versi esprimerà la fede e la devozione dei maestri di festa e del popolo nolano nei confronti del Santo, ma anche riferimenti agli stessi e alla paranza.
A primavera, verso l'ultima settimana di marzo, iniziano le questue. Ogni giglio ne fa una. |
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Una questua del 1930 ed è tratta dal libro: "La festa Antica", quaderno fotografico a cura di "G. Antonio Napolitano" |
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La questua viene preannunziata alla cittadinanza nel primo mattino con colpi di mortai in aria. Alle 9 del mattino presso l’abitazione del maestro di festa sono già pronti il comitato e la banda musicale. Intanto si va formando il corteo che è pronto a sfilare per le vie della città. Compongono il corteo in prima fila i maestri di festa, subito dopo il comitato al completo, poi tutti gli altri invitati e infine la banda.
Sfila la corporazione per le strade e i vicoli della città tra l’ammirazione e l’entusiasmo dei cittadini. Ben presto si giunge presso la cattedrale dove i questuanti entrano e depongono sull’altare di San Paolino fasci di fiori. |
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Poco dopo il corteo, uscito dalla cattedrale, si dirige verso la villa comunale per depositare ai piedi del monumento di San Felice un omaggio floreale. Il corteo ritorna, quindi, nel cuore della città e da questo momento inizia la questua vera e propria. I questuanti, nei negozi e presso le abitazioni di conoscenti, raccolgono oboli, offrendo in cambio una figura del Santo, un depliant con la descrizione delle caratteristiche del loro giglio e il cd con le canzoni.
Terminata la questua in città, verso le ore 13, il comitato al completo insieme alla banda musicale si dirige presso il ristorante dove è stato convenuto di dare un gran ricevimento.
A metà banchetto, i maestri passano per i tavoli a raccogliere, con una gran guantiera, offerte economiche per la realizzazione del giglio a loro assegnato. Alla fine è riferita attraverso i microfoni la cifra raggiunta.
Tutte le questue hanno la durata di un giorno, mentre quella degli “Ortolani” si prolunga per otto giorni per dare la possibilità di raccogliere le offerte nelle campagne vicine e nella periferia della città. |
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"La festa dei gigli", di Leonardo Avella edito da "LER - Napoli Roma" |
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