dal popolo e dai patrizi.
Nel 395 ritorna a Nola unitamente alla sua consorte e si ritira presso la tomba di Felice prete, detto "in pincis". Qui compone i "carmi natalizi" in onore del miracoloso Santo. Da Nola scrive a S. Girolamo, S. Agostino, Aurelio e Alipio, con i quali stringe una salda amicizia.
Nel 402 riceve la visita di S. Niceta e S. Melania che da Gerusalemme gli portano in dono un pezzetto del legno della croce di Gesù Cristo. L'anno dopo, iniziano i lavori di costruzione delle magnifiche basiliche intorno alla modesta Tomba di Felice prete ed a quelle dei primi martiri della fede (i resti delle basiliche sono visibili negli scavi archeologici di Cimitile, comune confinante con Nola, e rappresentano una delle testimonianze meglio conservate della prima cristianità in Italia). Per la prima volta, accanto alle basiliche vi era un campanile nel quale Paolino fece costruire la prima campana, in modo che il suo suono potesse chiamare i fedeli alla preghiera.
Nel 409 Alarico entra in Roma e la saccheggia. Stessa sorte tocca a molte città della Campania tra cui Nola, che fu completamente devastata e molti cittadini furono fatti prigionieri. Il vescovo Paolino vendette tutto, anche la croce episcopale per riscattare i suoi concittadini.
A questo punto si inserisce il racconto di Papa Gregorio Magno (narrato nella pagina
la leggenda) da cui, secondo tradizione, trarrebbe origine la "festa dei gigli".