San Paolino da Nola - dipinto su tavola del XVII secolo conservato nelle basiliche di Cimitile

"San Paolino da Nola" - dipinto su tavola del XVII secolo conservato nelle basiliche di Cimitile

Ponzio Meropio Anicio Paolino nasce a Bordeaux nel 354 d.C. da una nobile e ricchissima famiglia senatoriale romana che aveva possedimenti in Francia, Roma, Fondi e Nola. Suo padre fu prefetto delle Gallie. Paolino fu allevato ed istruito dal poeta Decio Magno Ausonio il quale lo educò alla severità degli studi ed in special modo alla poesia per la quale il giovane Paolino ebbe grande predilezione, superando perfino il maestro.
Nel 377 d.C., con la morte del padre, Paolino eredita la dignità di Senatore e una considerevole parte di beni, tanto che l’anno dopo, a soli ventiquattro anni diventa Console della Campania scegliendo come sede consolare Nola. Nel 380 è nominato Prefetto di Roma. Nei suoi lunghi viaggi ha l’opportunità di conoscere S. Ambrogio, S. Martino di Tours e Vittricio a Rouen (387 d.C.). Inizia così la sua conversione al cristianesimo che terminò poi nel 389 quando, ritornato in Aquitania, conosce e sposa Terasia. A trentasei anni riceve il battesimo che gli fu amministrato da S. Delfino vescovo di Bordeaux.
L’anno dopo Terasia partorisce un bambino, chiamato Celso, ma questi morì dopo appena otto giorni. Così, nel 393 Paolino abbandona la vita mondana abbracciando la vita monastica e, il 25 dicembre dello stesso anno, è ordinato sacerdote a Barcellona. Tornato a Milano, fu acclamato da S. Ambrogio, a Roma è ricevuto con onore dal popolo e dai patrizi.
Nel 395 ritorna a Nola unitamente alla sua consorte e si ritira presso la tomba di Felice prete, detto “in pincis”. Qui compone i “carmi natalizi” in onore del miracoloso Santo. Da Nola scrive a S. Girolamo, S. Agostino, Aurelio e Alipio, con i quali stringe una salda amicizia.
Nel 402 riceve la visita di S. Niceta e S. Melania che da Gerusalemme gli portano in dono un pezzetto del legno della croce di Gesù Cristo. L’anno dopo, iniziano i lavori di costruzione delle magnifiche basiliche intorno alla modesta Tomba di Felice prete ed a quelle dei primi martiri della fede (i resti delle basiliche sono visibili negli scavi archeologici di Cimitile, comune confinante con Nola, e rappresentano una delle testimonianze meglio conservate della prima cristianità in Italia). Per la prima volta, accanto alle basiliche vi era un campanile nel quale Paolino fece costruire la prima campana, in modo che il suo suono potesse chiamare i fedeli alla preghiera.
Nel 409 Alarico entra in Roma e la saccheggia. Stessa sorte tocca a molte città della Campania tra cui Nola, che fu completamente devastata e molti cittadini furono fatti prigionieri. Il vescovo Paolino vendette tutto, anche la croce episcopale per riscattare i suoi concittadini.
A questo punto si inserisce il racconto di Papa Gregorio Magno (narrato nella pagina la leggenda) da cui, secondo tradizione, trarrebbe origine la “festa dei gigli”.

bibliografia:
Annali della festa dei gigli (1500 – 1950) parte prima, di Leonardo Avella edito da “Istituto grafico editoriale italiano”