Il collaudo e la prima ballata
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Un giglio spogliato
Terminata la costruzione degli obelischi e della barca, la domenica precedente alla festa i gigli sono portati a spalla e si fanno i primi collaudi.
Ogni capo-paranza si preoccupa che il collaudo venga fatto alla perfezione poiché da esso dipende il buon andamento del trasporto delle macchine il giorno della festa. Egli fa alzare il giglio, in un punto da lui ritenuto idoneo fa fermare l’obelisco e con un categorico “cuonce cuonc’e… gghjettele” (l’ordine cioè di posare l’obelisco) fa sì che il peso sia scaricato equamente sui quattro angoli della base.
Ogni obelisco di legno viene addobbato con bandiere dai colori nazionali; qualcuno porta anche lo stemma della Città di Nola ma tutti hanno nella nicchia del secondo pezzo la statua di San Paolino.
Per quanto riguarda questa giornata di festa non mancano continui spari di batterie, musiche e canti, allegria e gioia di tutto un popolo. Si notano persone di diverso ceto sociale, operai e professionisti, giovani e anziani che fanno a gara e si offrono per dare una mano anzi una spalla per il rituale trasporto.
E così dopo un meticoloso collaudo fatto con perizia dai capi-paranza, l’obelisco viene trasportato presso l’abitazione del maestro di festa o presso il luogo precedentemente stabilito per lo stazionamento del giglio.
bibliografia:
La festa dei gigli, di Leonardo Avella edito da “LER – Napoli Roma”
