La nascita del Giglio moderno: la borda

Foto di una borda
E’ l’asse centrale della struttura del giglio, normalmente realizzata con la sola faccia anteriore piana da rivestire, a differenza della struttura a quattro facce che viene realizzata con sovrapposizione di pezzi a castelletto senza borda centrale.
E’ di legno di abete, lunga circa m. 25 costituita da quattro-cinque tronchi con sezione variabile da cm. 20 x 20 circa alla base a cm. 10 x 10 all’estremità superiore.
Il primo tronco che parte dalla base del giglio ha una lunghezza variabile di m. 7 – 9 ed è chiamato nel gergo pericino (da perizio – pericolo) ed è il tratto più importante per la funzione che assolve.
I vari tronchi vengono tenuti insieme da giunture ad incastro particolare (connessione a unghia semplice) bullonati e chiodati in modo tale che il tronco superiore, poggiando su quello inferiore, non slitti verticalmente verso il basso.
La zona dell’incastro viene rinforzata con collari di lamiera zincata leggera o con mascelle (traverse) di legno sovrapposte.
In alcuni vengono applicati, in corrispondenza dei giunti, delle zeppe (cunei) con la parte più larga verso l’alto, aventi funzione di mensole per l’appoggio più sicuro del tronco superiore su quello inferiore.
bibliografia:
“Arte e tecnica nei gigli di Nola“, di Alfonso M. Russo edito da “SELLINO edizioni mezzogiorno”
